Letteratura
Lettere IV – L’inferno temprante della memoria
Car* Matilde, non ricordo perfettamente quando, ti dicevo che avrei voluto parlarti della memoria, ultimo fattore variabile costituente di quella coscienza sociale sulla quale abbiamo incardinato il discorso fino a questo punto. Se non mi confondo, l’ultima…
Lettere III – Alcune puntualizzazioni sulla disinformazione
Cara Elena, nell’ultima lettera mi sono a tal punto perso da dimenticare di farti gli auguri per l’8 marzo: spero tu riesca a perdonarmi. Nel caso contrario, confido nella scrittura affinché ti riservi lo stesso effetto che…
Francesco Ottonello, “Futuro remoto”. Anche domani «nessuno arriverà»
Futuro remoto[1] non si legge, si subisce, proprio come il tempo che ci illudiamo di scandire. Comincia/termina[2] così il secondo lavoro poetico di Francesco Ottonello, con un’«allure lirica» – così la chiama Paolo Giovannetti nella prefazione (p.…
I giorni furiosi – Stefano Tarquini
Nota introduttiva a "I giorni furiosi" di Stefano Tarquini, scritta da Linda Di Fazio.
“Verso le stelle glaciali” di Tommaso Di Dio
Commento critico alla poesia del poeta contemporaneo Tommaso Di Dio, e in particolare alla sua ultima raccolta: Verso le stelle glaciali.
“Le ceneri di Gramsci”: una proposta di lettura attraverso la filosofia della memoria
Un paese senza memoria Pasolini adduce tre colpe alla generazione dei padri, di cui sente di far parte: le responsabilità di un regime fascista, clerico-fascista e consumista, ossia del fascismo <<sia nelle sue forme arcaiche, che nelle…
Eshkol Nevo e Nanni Moretti, «Tre Piani» – L’arte di comprendere se stessi
Un analisi critica del romanzo di E. Nevo ”Tre Piani”, in relazione agli scritti psicanalitici di S. Freud e all’omonimo film di N.Moretti
La sicurezza e il pensiero cardiopatico – Vincenzo Calò
“La sicurezza sta nel dovere di trovare soluzioni come navi, per mirarle e sparare acqua dritti come proiettili”
“La casa in collina” di Cesare Pavese: un viaggio dentro la solitudine della colpa
Non è che non provi una stretta se penso a chi è scomparso, se penso agli incubi che corrono le strade come cagne- mi dico perfino che non basta ancora, che per farla finita l’orrore dovrebbe addentarci,…
Seneca e Leopardi: due facce della stessa medaglia
A una distanza cronologica abissale, Seneca e Leopardi coordinano il loro pessimismo per schiudere l'antidoto al fatalismo pandemico.